09 Gen 2026
BY: admin
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Cyberbullismo significato ed effetti: un approfondimento
Il titolo di questo articolo “Cyberbullismo significato” potrebbe, già nei suoi aspetti semantici, anticipare l’obiettivo che si propone: quello di trattare un tema che, oggi più che mai, rappresenta una delle forme di disagio giovanile più complesse da affrontare, poiché unisce le dinamiche psicologiche del bullismo tradizionale alla potenza pervasiva dei mezzi digitali.
Comprendere il cyberbullismo nel suo significato, riconoscerne i segnali e sapere come intervenire è essenziale non solo per genitori e insegnanti, ma per chiunque si occupi del benessere psicologico di bambini e adolescenti.
All’interno di questo articolo proveremo, pertanto, ad approfondire i principali aspetti del fenomeno, illustrandone cause, conseguenze e possibili strategie di prevenzione.
Partiamo da alcuni dati significativi…
Ricerca sul cyberbullismo
In linea generale qualsiasi ricerca sul cyberbullismo concorda nel considerare – malauguratamente- tale fenomeno in crescita, infatti:
“Sono oltre 1 milione gli studenti tra i 15 e i 19 anni (47%) che, nel corso del 2024, hanno subito episodi di cyberbullismo. Un fenomeno diffuso e senza distinzioni di genere, che, ogni anno, sembra registrare una crescita senza fine. Nel 2024, in particolare, si osserva una leggera inversione di tendenza rispetto ai periodi precedenti: se nel triennio 2021-2023 erano principalmente le ragazze a segnalare esperienze di vittimizzazione, oggi sono i ragazzi a subire di più.”
Al di là della statistica, i dati ci impongono una riflessione, ovvero che le dinamiche relazionali tra i giovani appaiono spesso complesse e di difficile gestione.
Le relazioni, lungi dall’essere regolamentate da rapporti di simmetria e/o complementarità, assumono più la forma di un radicale sbilanciamento, all’interno del quale è possibile distinguere due ruoli precisi: quello della vittima e quello del carnefice.
Dalla medesima fonte si evince che nel 2024, il 35% dei ragazzi ha agito un comportamento “bullizzante”, percentuale che si abbassa al 29%, se a perpetrarlo sono delle ragazze.
La differenza di genere comporterebbe anche una differente azione, seppur all’interno del medesimo sistema: quello delle chat.
All’interno di esse, infatti, i maschi tenderebbero a verbalizzare minacce ed insulti espliciti, mentre le ragazze opterebbero per delle modalità più indirette, come l’esclusione dai gruppi online e/o la diffusione non consensuale di contenuti privati e personali.
Altro dato significativo riguarda proprio i ruoli; sebbene poc’anzi li si sia definiti piuttosto rigidi – perpetuatore vs vittima – occorre un’importante precisazione: una buona percentuale di ragazzi/e riconosce di avere subito il ruolo di vittima, ma di aver a sua volta anche agito quello di persecutore.
Differenze tra bullismo e cyberbullismo
A definire le differenze tra bullismo e cyberbullismo è sostanzialmente una questione di contesto.
Il bullismo tradizionale si manifesta in presenza fisica, attraverso insulti, minacce, esclusione o violenza diretta, solitamente circoscritta all’ambiente scolastico o al gruppo dei pari.
Il cyberbullismo, invece, avviene attraverso strumenti digitali — social network, chat, piattaforme online — e può verificarsi in qualunque momento, raggiungendo la vittima ovunque.
Drasticamente si potrebbe affermare che il cyberbullismo non sembra avere alcun tipo di limiti e confini, anzi i contenuti offensivi possono diffondersi rapidamente -proprio come un qualsiasi virus- e restare visibili nel tempo, amplificando il danno psicologico e la sensazione di impotenza.
Tutto questo impone un’ulteriore riflessione, che pone al centro dell’attenzione proprio colui/colei che si rende responsabile di un tale atto illecito.
Differenza tra bullismo e cyberbullismo…non solo per il contesto
La differenza tra bullismo e cyberbullismo va ben oltre il semplice contesto in cui avviene l’aggressione, infatti riguarda:
- la modalità d’azione
- la percezione della violenza
- la durata del danno e persino la posizione psicologica di chi agisce e di chi subisce.
Nel bullismo tradizionale, l’atto aggressivo avviene faccia a faccia: il bullo è visibile, le sue azioni sono circoscritte nel tempo e nello spazio (ad esempio a scuola o nel gruppo sportivo), e spesso si sviluppano dinamiche di gruppo e potere facilmente identificabili. Le vittime possono trovare momenti di sollievo -seppur apparente- una volta allontanatesi dall’ambiente dove si verifica la violenza.
Nel cyberbullismo, invece, la violenza assume una forma digitale, anonima e persistente.
Gli aggressori possono nascondersi dietro falsi profili o identità, riducendo la percezione della propria responsabilità.
Gli attacchi, inoltre, avvengono attraverso la condivisione o la diffusione pubblica di immagini, video, messaggi o commenti, con la possibilità che il materiale resti online per un tempo indefinito; questo rende il danno potenzialmente permanente e amplificato, poiché coinvolge una platea molto più ampia rispetto a quella di un episodio fisico.
Un’altra differenza significativa riguarda la reazione emotiva delle vittime: mentre nel bullismo tradizionale è possibile riconoscere il volto dell’aggressore e cercare aiuto immediato, nel cyberbullismo il senso di isolamento e impotenza aumenta, perché l’attacco può arrivare in qualsiasi momento e da parte di persone sconosciute o insospettabili.
Ci sembra utile riportare questa tabella che sinteticamente ma dettagliatamente suggerisce le differenze salienti:
| Bullismo | Cyberbullismo |
| Sono coinvolti solo gli studenti della classe e/o dell’Istituto; | Possono essere coinvolti ragazzi e adulti di tutto il mondo; |
| generalmente solo chi ha un carattere forte, capace di imporre il proprio potere, può diventare un bullo; |
chiunque, anche chi è vittima nella vita reale, può diventare cyberbullo; |
|
i bulli sono studenti, compagni di classe o di Istituto, conosciuti dalla vittima; |
i cyberbulli possono essere anonimi e sollecitare la partecipazione di altri “amici” anonimi, in modo che la persona non sappia con chi sta interagendo; |
| le azioni di bullismo vengono raccontate ad altri studenti della scuola in cui sono avvenute, sono circoscritte ad un determinato ambiente; |
il materiale utilizzato per azioni di cyberbullismo può essere diffuso in tutto il mondo; |
| le azioni di bullismo avvengono durante l’orario scolastico o nel tragitto casa-scuola, scuola-casa; |
le comunicazioni aggressive possono avvenire 24 ore su 24; |
| le dinamiche scolastiche o del gruppo classe limitano le azioni aggressive; | i cyberbulli hanno ampia libertà nel poter fare online ciò che non potrebbero fare nella vita reale; |
| bisogno del bullo di dominare nelle relazioni interpersonali attraverso il contatto diretto con la vittima; |
percezione di invisibilità da parte del cyberbullo attraverso azioni che si celano dietro la tecnologia; |
|
reazioni evidenti da parte della vittima e visibili nell’atto dell’azione di bullismo; |
assenza di reazioni visibili da parte della vittima che non consentono al cyberbullo di vedere gli effetti delle proprie azioni; |
| tendenza a sottrarsi da responsabilità
portando su un piano scherzoso le azioni di violenza. |
sdoppiamento della personalità: le conseguenze delle proprie azioni vengono attribuite al “profilo utente” creato. |
Conseguenze cyberbullismo
Alcune conseguenze cyberbullismo sembrano interessare sia la vittima, che l’autore di un simile comportamento deviato.
Ci riferiamo, nello specifico, ad alcuni rischi come:
- uso o abuso di sostanze psicotrope;
- tendenza all’isolamento sociale, anche nelle forme più severe come l’hikikomori
Per quanto riguarda quelle specificatamente legate a chi è vittima di cyberbullismo, purtroppo, il ventaglio delle conseguenze, tragicamente, si ampia.
Troviamo infatti:
- un profondo e sempre più radicato vissuto di vergogna;
- forme depressive;
- attacchi di panico;
- compromissione dei normali processi di socializzazione;
- disturbi del sonno e della concentrazione;
- disturbi post traumatici da stress;
- gesti anti conservativi, che possono arrivare fino al tentativo suicidario
Cyberbullismo significato
Tipi di cyberbullismo
Una prima macro-distinzione tra i tipi di cyberbullismo, lo abbiamo anticipato, riguarda la modalità di azione, che può essere diretta o indiretta.
Nel cyberbullismo diretto, la vittima è coinvolta in prima persona: l’aggressore comunica o agisce direttamente contro di lei, mentre nel caso di quello indiretto l’aggressione non si rivolge direttamente alla vittima, ma passa attraverso terze persone o azioni “nascoste”, che ne compromettono comunque la reputazione o l’inclusione sociale.
Esistono poi altri esempi di cyberbullismo, tra cui:
- Flaming: litigi e insulti aggressivi online;
- Harassment: invio ripetuto di messaggi offensivi o minacciosi;
- Denigration: diffusione di voci o contenuti falsi per danneggiare la reputazione;
- Impersonation: furto d’identità digitale per agire a nome della vittima;
- Outing e Trickery: diffusione di informazioni private o intime senza consenso;
- Exclusion: esclusione deliberata da chat o gruppi online;
- Cyberbashing o happy slapping – pubblicazione online di filmati, dove la vittima viene picchiata e insultata dal bullo, di fronte ad un gruppo che riprende la scena.
Cause del cyberbullismo
Trattare il tema delle cause del cyberbullismo è un po’ come provare a tratteggiare il profilo psicologico di un potenziale bullo.
Seguendo questa linea di pensiero, pertanto, è possibile individuare:
- fragilità emotiva o scarsa empatia;
- bisogno di affermazione o di controllo sul gruppo dei pari;
- mancanza di supervisione da parte degli adulti;
- uso incontrollato dei dispositivi digitali;
- fattori sociali e familiari (conflitti, processi di copy verso modelli aggressivi, assenza di dialogo).
Dal punto di vista psicologico, il cyberbullo tende a sperimentare una disconnessione tra azione e conseguenza, poiché la distanza dello schermo riduce la percezione del danno reale inflitto alla vittima.
Riguardo alla scarsa empatia, occorre spendere qualche riga in più, per distinguere in essa la sua componete cognitiva, da quella affettiva.
Il bullo, infatti, appare in grado di distinguere gli stati emotivi esterni – e questo forse potrebbe anche orientarlo nella scelta delle potenziali vittime- ma non sembra riuscire a condividerne i vissuti emotivi.
Legge sul cyberbullismo
In Italia, la legge sul cyberbullismo è la Legge n. 71 del 29 maggio 2017, intitolata “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del cyberbullismo”.
Questa normativa rappresenta un importante passo avanti nel riconoscimento del cyberbullismo come fenomeno sociale e psicologico da affrontare con strumenti educativi, giuridici e di tutela. Ecco, in sintesi, che cosa sancisce la legge.
La legge si applica alle vittime di comportamenti lesivi, attraverso la rete. Essa consente alla vittima — o ai genitori, se minorenne — di richiedere la rimozione o oscuramento di contenuti offensivi pubblicati online, rivolgendosi direttamente al gestore del sito o del social network.
Se entro 48 ore non avviene la rimozione, la richiesta può essere inoltrata al Garante per la protezione dei dati personali, che ha il potere di intervenire in modo coercitivo.
La legge prevede inoltre alcune linee guida per come combattere il cyberbullismo, tra cui:
- Programmi educativi mirati alla promozione di un uso consapevole della rete e al contrasto del bullismo e del cyberbullismo a scuola.
- Ogni istituto scolastico deve individuare un referente per il cyberbullismo, incaricato di coordinare le iniziative di prevenzione e di supportare studenti e famiglie in caso di episodi.
- Il questore può adottare un provvedimento di ammonimento nei confronti del minore autore di atti di cyberbullismo, su richiesta della vittima o dei genitori. Si tratta di una misura preventiva — non penale — che mira a interrompere i comportamenti prima che degenerino in reati.
- La legge promuove il coinvolgimento attivo di famiglie, scuole, servizi sociali e psicologi, affinché la risposta non sia solo punitiva, ma anche educativa e riabilitativa. L’obiettivo è favorire la consapevolezza e la responsabilità digitale nei giovani, prevenendo comportamenti recidivi.
Cyberbullismo significato: conclusione
Alla luce di quanto emerso, anche per approfondire il cyberbullismo significato, il ruolo di uno psicologo risulta fondamentale poiché permette di riconoscere, prevenire e trattare le sue conseguenze, sia sul piano individuale che relazionale.
La sua competenza clinica gli consente di supportare le vittime nel recupero dell’autostima, nella gestione dell’ansia e nel superamento del trauma, aiutandole a ritrovare equilibrio emotivo e sicurezza nelle relazioni.
Parallelamente, il suo intervento può estendersi anche al lavoro con i genitori e con il contesto scolastico, favorendo una comunicazione efficace e una maggiore consapevolezza.